Forse l’ispirazione ci venne leggendo una conversazione di Lewis Carroll: ‘Abbiamo realizzato una mappa del paese alla scala uno a uno!”. “L’avete usata molto?” chiesi. “Finora non è mai stata aperta” disse Mein Herr, “i contadini hanno avuto da ridire, sostenendo che avrebbe ricoperto l’intero paese, occultando la luce del sole! Così adesso usiamo l’intero paese come mappa di se stesso, e posso assicurarvi che funziona altrettanto bene”‘.
Il progetto ‘Real Time Rome’, Roma in tempo reale, che presentiamo in questi giorni alla Biennale di Venezia - con la sponsorship di Telecom Italia e la collaborazione tecnica del Comune di Roma, dell’Atac, di Google e della cooperativa di taxi Samarcanda - parte da una constatazione molto semplice. La proliferazione delle reti di comunicazione senza fili permette oggi un approccio nuovo allo studio e alla mappatura della città. Nel caso di Roma ci basiamo sui dati di posizionamento GPS ricevuti in tempo reale dai taxi e dai mezzi pubblici e li incrociamo con informazioni provenienti dalla rete di telefonia cellulare, ricavate in modo aggregato e anonimo (senza nessuna implicazione quindi per la privacy dei cittadini) utilizzando l’innovativa piattaforma Lochness di Telecom Italia.
Alla Biennale è possibile così visualizzare in tempo reale la situazione del traffico e degli ingorghi, ma anche la distribuzione in ogni momento di pedoni e mezzi pubblici, l’utilizzazione della città da parte dei turisti stranieri o la popolarità dei monumenti in funzione del loro affollamento (una specie di top-ten istantanea, dal Colosseo a San Pietro). Utilizzando dati registrati, inoltre, è possibile analizzare le grandi ondate che attraversano la città durante eventi eccezionali, quali i festeggimenti per i mondiali, il concerto di Madonna o la Notte Bianca.
Quali sono le implicazioni di tutto ciò? Si tratta innanzitutto di nuove tecniche conoscitive a livello urbanistico, che in futuro potrebbero aiutarci a progettare meglio città e spazi pubblici. A individuare per esempio i punti critici delle infrastrutture urbane e a intervenire puntualmente per apportare eventuali correzioni. Tutto ciò in tempo reale, creando cioè un interessante sistema di azione e reazione alla scala urbana.
Ma le implicazioni del concetto di ‘città in tempo reale’ sono più ampie e sembrano mettere in crisi i sistemi tradizionali di mappatura, basati su una rappresentazione sintetica, nonché statica, di un territorio. Come visualizzare grandi quantità di informazioni che per di più vengono aggiornate di continuo? I cambiamenti oggi in corso sembrano preconizzare dinamiche simili a quelle che hanno portato alla nascita di Internet: la creazione di grandi database georeferenziati dai quali ciascuno può attingere liberamente le informazioni di cui ha bisgno.
Processi di questo tipo sono già in corso, ma stanno evolvendo rapidamente e acquisteranno ancora maggior importanza nei prossimi anni con l’avvento delle etichette intelligenti e della cosiddetta rivoluzione RFID. Forse allora il territorio e la sua mappa diventeranno la stessa cosa, come nel dialogo surreale di Lewis Carroll?














